L’Università delle Nazioni Unite vuole vederci più chiaro. E così assieme alla Wikimedia Foundation nei prossimi mesi studierà i comportamenti e i profili degli utenti di Wikipedia. Wikipedia è oggi il nono sito più visitato al mondo e forse uno degli attori più forti per quanto riguarda la diffusione della conoscenza. Però, come tutti sul web, ha difficoltà a capire chi sono i suoi lettori, in più, chi sono gli autori dei suoi testi.
Per Wikipedia lo studio realizzato assieme a UNU-MERIT dell’Università di Maastricht è importante per mettere in campo strategie volte a persuadere nuove persone a produrre, correggere e migliorare i contenuti pubblicati.
Per le Nazioni Unite lo studio serve in due direzioni. Da un lato, capire le dinamiche del progetto collaborativo più grande e di maggior successo al mondo. E chissà che non ne esca un modello utilizzabile anche in settori del tutto diversi.
Dall’altro per rafforzare una risorsa gratuita ed essenziale che può dare accesso all’informazione a paesi nei quali non si può ragionare seriamente con modelli che prevedono di commercializzare le risorse intellettuali.
Insomma, Wikipedia, che tutti noi vediamo come l’enciclopedia del futuro, può diventare contemporaneamente un modello per lavorare assieme in modo cooperativo e una fonte di informazione e conoscenza per chi non se le può comprare.






