Le previsioni del tempo sono proverbialmente un problema. Più di quanto lo siano nei fatti. In realtà sull’arco della giornata e per regioni ben definite funzionano e prevedono gli eventi atmosferici.Però è vero che il tempo non conosce confini e che le regioni sono spesso arbitrarie e che servirebbe avere informazioni per aree geografiche più estese. Il problema è di gestire grandi masse di dati e di coordinarle in un sistema coerente e il più globale possibile.
Il progetto SIMDAT è un’attività di ricerca e sviluppo finanziata dall’Europa. E si propone di costruire un sistema centralizzato virtuale per la gestione delle informazioni che vengono dai servizi meteorologici di Francia, Germania e Gran Bretagna, per cominciare.
L’aspetto interessante è che si basa su Grid per condividere dati ma soprattutto capacità di calcolo. Anche in questo caso, Grid permette di fare un salto di qualità. Non ci si limita solo a condividere dati e spazio per la loro gestione, ma si condividono la capacità e la potenza di calcolo, gli algoritmi e i software. È il salto di un livello: dai dati alle relazioni tra di loro.
Ed è un altro esempio di come la comunicazione di idee e metodi permette di ottenere nuova conoscenza e soprattutto di ottenere la possibilità della produzione di nuova conoscenza.
Anche nella meteorologia, Grid comincia ad aprire scenari inesplorati e a rendere effettive nuove ricerche, prassi e previsioni. Da regioni limitate, si passa ad aree estese.
E quest’infrastruttura fa prevedere la possibilità che domani si possa anche estendere la capacità di previsione a periodi più lunghi. Con ricadute positive evidenti e finora inattese.



