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giovedì 14 febbraio 2008

Climate Change Comedy Show

Se il 10 marzo passate per Southampton e avete 15 sterline da spendere, io proverei a passare una serata al Nuffield Theatre della locale università.

Andrà in scena il “The Lighter Side to Science and Climate Change Comedy Show” dell’attore, scrittore, ppresentatore ma soprattutto comico Marcus Brigstocke.

L’idea che si possa mettere in commedia il cambiamento climatico col dichiarato intento di far scompisciare dalle risate il pubblico mi sembra grandiosa.

Non si tratta di insegnare che cosa sia il cambiamento climatico e neppure di spiegarlo a quegli zucconi del pubblico ma piuttosto di farglielo entrare sotto la pelle, di farglielo assimilare. Perché l’importante non è sapere le cose l’importante è farle proprie. E saperle gestire anche in condizioni d’ignoranza.

Non poteva che venire dall’Inghilterra, forse, la proposta di immergersi nelle questioni climatiche con una risata e con “spudorata intelligenza”.

Sipario.

domenica 6 gennaio 2008

Viaggio nella complessità

È prima di tutto un viaggio, come dice il titolo, ma è un viaggio nel tempo. Si parte con Dante e col “mezzo del cammin di nostra vita”, si toccano Borges, Calvino e la sapienza cinese.

De Toni e Comello vedono la complessità (che non è complicatezza) come una sfida intellettuale che interroga l’uomo da secoli. È la sfida di comprendere le cose nel loro complesso, di avere uno sguardo sintetico che coglie la globalità.

Dicevamo di Dante. Il Sommo ha messo al centro della sua Comedia la vita ed è proprio l’essere nel mezzo della vita che gli fa sperimentare e capire ciò che sperimenta e capisce. Allo stesso modo gli autori pongono l’accento sugli aspetti vitali degli organismi in contrapposizione al’analisi del funzionamento dei meccanismi: questi sì complicati.

Si impara molto dal Viaggio nella complessità (Marsilio 2007). Ed è un apprendimento per l’appunto complesso: il libro stesso pur nella sua mole ridotta è una metafora della complessità. Si cogli solo nella sua interezza e sembra che sia più auto-organizzato che organizzato dagli autori.

Vantaggi: è di piacevole lettura; in 100 pagine si coglie quello che c’è da cogliere con mirabile sintesi e senza lesinare citazioni e riferimenti “alti”; rimangono nella mente immagini e schemi efficaci tanto quanto le parole scritto (sono di Alberto Pratelli).

14 euro non sono pochi, ma sono certamente ben spesi.

sabato 20 ottobre 2007

Teatro e scienza e scuola a Milano

Di questi tempi, intorno al binomio “teatro e scienza” c’è un certo fermento. Cito solo due casi: Simon Singh dopo i successi televisivi e i best-seller fa del teatro la sua attuale attività di successo (e in Italia lo seguono Giuseppe O. Longo e Piergiorgio Odifreddi); l’Osservatorio Astronomico di Brera lavora assieme al Teatro Arsenale a Milano coproducendo spettacoli teatrali: ne abbiamo parlato qui.

E adesso, sempre a Milano, “teatro e scienza” cerca di sbarcare in modo sistematico nel mondo della scuola. I partecipanti sono tutti di calibro: il Piccolo Teatro di Milano, la
Fondazione Silvio Tronchetti Provera e Scienza under 18. L'obiettivo è passare attraverso il teatro per valorizzarne il legame profondo con la scienza – teatro e teoria hanno la stessa radice etimologica … a ben guardare – e da lì avvicinare i giovani allo studio delle discipline scientifiche. La prima tappa della collaborazione è rappresentata dal ''Progetto Galileo''.

Dietro a tutto c’è la convinzione che i giovani cerchino un ponte tra le discipline umanistiche e quelle scientifiche e che quindi questa sia una via maestra per la diffusione della scienza, e prima ancora della cultura scientifica.

Naturalmente il “Progetto Galileo” ruota attorno alla rappresentazione a Milano di Vita di Galileo di Brecht in scena al Piccolo Teatro Strehler dal 23 ottobre all'11 novembre, interpretato da Franco Branciaroli e messo in scena da Antonio Calenda.

Dal punto di vista della scuola, Scienza Under 18 punta a rendere stabile la produzione di teatro scientifico da parte della scuole che partecipano da dieci anni alle sue manifestazioni e che nel corso del tempo si sono dimostrate sempre più attente e attive nella produzione di spettacoli di “teatro e scienza” a ogni livello: dalla materna alle superiori. Insomma, tutto fa sperare in un ulteriore salto di qualità di Scienza under 18, adesso che entra nei suoi secondi dieci anni.

sabato 28 luglio 2007

Son tornate le insalate

Non capita spesso che un libro si trasformi in format e prescinda dal proprio autore. Ma di questo si tratta nel caso di Robert Ghattas che si sente giustamente “fiero che il suo Insalate di Matematica (Sironi 2004) vende bene negli autogrill”.

Infatti, Sironi ha dato alla stampe un Insalate2 di matematica che ha un altro autore, Paolo Gangemi, ma la stessa struttura. Insomma, hanno preso il format e l’hanno replicato. Ma quello che è veramente piacevole e interessante, è che Gangemi è riuscito a re-immergere i lettori delle Insalate nello stesso clima e nello stile delle prime. Ovviamente con una cifra personale come ogni buon chef deve avere: nel suo caso è una spolverata di letteratura, corretta da qualche pizzico di narrativa.

È un mix di leggerezza e curiosità, serietà e demenzialità, rigore e poesia, matematica e meta-matematica, che tiene avvinto il lettore. E il bello è che lo tiene avvinto a della matematica vera.

Le Insalate si leggono saltando di qua in là, ad apertura di libro, stupendosi e lasciandosi coinvolgere dalla più piccola delle osservazioni, dalla coincidenza più imprevista, dall’implicazione meno evidente ma non per questo meno significativa.

Con questi libri la matematica non è per pochi. Basta aver voglia di iniziare a spiluzzicare qualche foglia d’insalata.

mercoledì 25 luglio 2007

YouNano – YouTube – NanoTube

Ma cosa fanno gli scienziati? Come lavorano in un laboratorio? Come funziona davvero un progetto scientifico? Volete saperlo? Quelli del progetto nano2hybrids si sono attrezzati per soddisfare le vostre curiosità.

Loro sono un progetto europeo, triennale, che si muove su nuovi campi della chimica; e della comunicazione: infatti, per diffondere i loro risultati, hanno deciso di postare un video-diario, giornaliero e mensile, su YouTube.

Così, i quindici scienziati partecipanti mostreranno davvero, nel corso dei prossimi tre anni, i tentativi e gli errori del loro lavoro.

La speranza: ispirare una nuova giovane generazione a scegliere una carriera scientifica.

Ma anche contribuire a che YouTube contenga contenuti scientific garantiti e di alta qualità.

Da seguire, nei prossimi tre anni.

lunedì 28 maggio 2007

Notte bianca a Berlino

Il 9 giugno i laboratori e i centri di ricerca di Berlino e dintorni apriranno le porte per tutta la notte al pubblico. È la settima edizione della Notte scientifica, un’iniziativa che offre oltre 1.500 eventi per grandi e piccoli. Dalle conferenze agli spettacoli, dalle mostre al teatro, tutto è fatto e pensato per mettere la scienza in piazza, per dialogare e per far partecipare.

Giusto un’idea della partecipazione: lo scorso anno sono stati contati 137.000 visitatori. Ed è la città, non i soli ricercatori, a mobilitarsi attorno alla Notte, con i trasporti pubblici scontati e molte società e compagnie private che sponsorizzano e partecipano a vario titolo.

La notte è un momento eccezionale, che stimola la nostra capacità di cogliere fascino e che ci permette di entusiasmarci e di sentirci coinvolti. Una notte scientifica ha tutti i numeri per avvicinare persone alla ricerca scientifica e per far capire loro quanto è importante prendere parte alle decisioni che la toccano.

In Italia, abbiamo sparuti esempi notturni: “Una notte al museo” si tiene ad esempio al Museo di storia naturale di Firenze o al Museo Leonardo a Milano. E anche la fondazione per le biotecnologie a Torino organizza in orario quasi notturno “È di scena il delitto”. Insomma, anche da noi sembra che si comincia a parlare di scienza.

Che sia una via da esplorare ce lo dice anche il film con Ben Stiller ambientato appunto di notte e proprio in un museo.

sabato 14 aprile 2007

La scimmia nuda

Trento è una bella città, con un centro adatto a dolci passeggiate tra bei palazzi, il Castello del Buonconsiglio, l’ampia piazza del Duomo, il Duomo con una cripta da visitare e dietro al Duomo il Museo tridentino di scienze naturali.
Il Museo mi piace. Innanzitutto perché ha un’aria casalinga, ci si aggira per il palazzo di stanza in stanza, salendo e scendendo per i quattro piani e sembra di girare per una casa, per l’appunto, piuttosto che per un museo. È una bella sensazione che induce alla rilassatezza.
Oggi il Museo è la casa della Scimmia nuda, una mostra che sin dal titolo echeggia Desmond Morris e la sua scimmia senza peli. Ho la sensazione che c’era proprio bisogno di una mostra come questa. È pacifica, per niente ideologica, e ovviamente rigorosamente scientifica. Non c’è nessuna aggressione nei confronti di posizione altre che oggi si fanno forti della forza e niente più. Non c’è la cruda e non del tutto vera affermazione che “l’uomo discende dalla scimmia”.
Ci sono invece gli uomini, con tutte le loro variazioni nel tempo, e le scimmie.
La mostra ha una sua struttura ma il visitatore è invogliato a muoversi lungo i rami frastagliati di un cespuglio di idee, concetti, dati e ipotesi. È ottima per i bambini che infatti si muovono liberi e ne escono con informazioni e pensieri nuovi.
Il messaggio che colpisce di più è che le scimmie hanno altre capacità rispetto agli uomini, non meglio o peggio ma soltanto altrimenti. Visitando la Scimmia nuda lo si può vivere sulla propria pelle.
Andate e provate a mettervi i guanti che bloccano il vostro bel pollice opponibile. E poi vi sfido a tenere in mano oggetti banalissimi. Le scimmie ci riescono e voi? Indossate le zampe degli scimpanzé e camminate un po’. Scoprirete che per farlo dovete avere abilità diverse dalle solite.
Ma ci sono anche le similitudini tra noi e loro. E in questo campo non è mica che l’uomo ne esca sempre vincitore. C’è un simpatico esercizio di riconoscimento numerico al computer. Potete farlo, è istruttivo di per sé. E poi potete vedere come l’ha fatto una scimmia, confrontare le vostre con le sue prestazioni. Mi ha battuto due volte su tre!
Allo stesso modo, vi sfido a riconoscere i quadri di Pollock (uomo) da quelli di Congo (scimmia), anche i critici d’arte hanno avuto i loro grattacapi.

Note a margine: ottimo il museo che fa una politica dei biglietti contenuta (6 euro) con mille riduzioni e soprattutto con l’ingresso gratuito per i figli delle famiglie che ne hanno almeno due. Brave, simpatiche e coinvolgenti le giovani guide, o più propriamente gli animatori. Non è un dettaglio da poco: si tratta di una figura sottovalutata ma che fa la buona o la cattiva mostra.
La mostra rimane aperta sino al 6 gennaio 2008. Non andare a Trento sarebbe un’occasione persa.

domenica 1 aprile 2007

Libri per una cultura scientifica

Comprare un libro non è la stessa cosa che leggerlo. Bum.

Sembra banale ma è una verità che non va dimenticata, soprattutto quando si parla di libri attorno alla scienza. Siano di divulgazione o piuttosto saggi di approfondimento, di storia o piuttosto romanzi. Ce n’è per tutti.

Jcom è una rivista che trovo interessante, se non altro perché sono uno dei suoi redattori. Ma da un punto di vista leggermente più generale la trovo interessante perché è uno dei pochi luoghi periodici e duraturi nei quali si riflette sulla comunicazione della scienza. E il bello è che Jcom spazia dai musei alla storia, dalla linguistica alla televisione e così via. Ma torniamo al punto.

In questo numero, l’attenzione è centrata sul libro scientifico. Ne parlano in tre, uno scrittore di scienza inglese, Jon Turney, uno studioso americano, Bruce Lewenstein, un editore italiano, Vittorio Bo.

I libri di scienza sono sempre meno per specialisti – questi trovano nel web gli strumenti e i luoghi più adatti alla ricerca: agili, dinamici, veloci e oramai con gli stessi livelli di garanzia e di rigore degli equivalenti su carta.

Ogni tanto, capita che un libro di scienza “buchi il video” o meglio scali le classifiche. Nei decenni scorsi è capitato a “Dal Big Bang ai buchi neri” (Hawking) e a “Le menzogne di Ulisse” (Odifreddi), per citarne solo due. Ebbene in questi casi, i libri vengono per lo più comprati: si è infatti creata un’imprevedibile amalgama d’eventi che fa di quel libro un caso e comprarlo un must.

Ma poi, oggi, ci sono tutti gli altri libri che parlano di scienza e che, come sappiamo, non sono pochi. Questi vivono una vita più normale, lontano dalle vette e dall’oblio e, ci dicono i tre esperti, diventano uno strumento di approfondimento soprattutto per altri scienziati. C’è infatti un pubblico sempre più ampio di persone di scienza che vogliono leggere risultati, pensieri, vicende di altri settori scientifici (un fisico interessato alla biologia, per esempio) e che non possono rivolgersi alla letteratura specialistica, ai testi rigorosi e quindi leggono libri di divulgazione. Ecco allora che questi diventano letture che accomunano persone di formazioni culturali e settori scientifici contigui ma diversi e quindi finiscono per contribuire a una cultura scientifica che lentamente si diffonde.

PS a scanso d’equivoci e per chi è interessato: Jcom è una rivista totalmente open e gratuita.

domenica 25 febbraio 2007

È di scena il delitto

Il direttore di una importante casa farmaceutica è stato trovato morto nel suo ufficio. Cinque persone fermate dalla polizia, numerosi indizi sulla scena del delitto, ma... è suicidio o omicidio? C'è un assassino? Chi è?

Lo scopriremo insieme, in una serata all'insegna della scienza del giallo, immedesimandoci con i personaggi delle fiction televisive che abbiamo imparato a conoscere in questi anni.

Come perfetti Detective Biotech ci destreggeremo tra impronte digitali, esami tossicologici e test del DNA, per scoprirne i meccanismi e capirne potenzialità e limiti, alla ricerca dell'assassino.

“Invito alla scienza con delitto” è una delle iniziative che la Fondazione per le Biotecnologie e il Molecular Biotechnology Center di Torino mettono in campo. Le indagini si svolgeranno dal 26 al 29 marzo (18.00-20.30) in via Nizza 52.

Quelli della Fondazione per le Biotecnologie non sono al loro debutto con iniziative divulgative originali e con format nuovi.

Recentemente, hanno messo in una stessa stanza giornalisti e ricercatori per una giornata di lavoro assieme: obbiettivo capire e capirsi, far cadere alcune barriere per favorire la comprensione reciproca. A scanso d’equivoci.

Poi hanno messo in piedi dei Laboratori di Biologia Creativa al Parco d’Arte Vivente di Torino, in modo da contaminare l’arte con la biologia e la biologia con l’arte. E in questa direzione vanno anche con gli stage che gli studenti dei licei artistici fanno presso i loro laboratori, familiarizzando con il DNA e con il materiale biologico attraverso un’esperienza creativa, ludica ed estetica. Il DNA estratto al momento da alcuni frutti serve per creare sculture di polimeri glicidici.

E adesso va di scena il delitto, ovviamente simulato!, nel quale i partecipanti fanno gli investigatori con tutte le tecniche che la scienza mette oggi a disposizione.

Non male come proposte divulgative.

Ora basta che il pubblico si faccia coinvolgere, ma in fretta: le iscrizione sono aperte ma il numero è chiuso.

venerdì 23 febbraio 2007

Perché ci piace la musica

“Perché ci piace la musica “ è il titolo di un libro appena uscito.

Autrice: Silvia Bencivelli.

Editore: Sironi, in quel bel contenitore che è la collana Galapagos, meta e origine di alcuni bei viaggi scientifici.

Scritto bene, con garbo e ironia tutta pisana, “Perché ci piace la musica” è dichiaratamente un libro sulla scienza che ruota intorno alla musica molto più che sulla musica stessa. Ci sono gli animali e il loro comportamento. Gli archeologi e le loro scoperte, a partire dal flauto di Geissenklösterle che apre il libro.

Ma c’è anche tanto cervello, tanto comportamento umano, una manciata di linguaggi vari e variegati.

C’è soprattutto la storia di una ricerca che vive <>, per dirla con l’autrice.

Il libro poi è pieno di bambini: sani e malati, normali e geniali, musicisti e oggetto di test scientifici. Lo sapevate che i bambini ascoltano con più attenzione il canto della mamma che le sue parole?

La musica s’intreccia con le emozioni e con le differenze di genere. Con la psicologia e con le seduzioni del commercio: un’enoteca nella quale Mozart fa da sottofondo vende vini più cari di una in cui non c’è. Con la televisione, con la radio e con il cinema: dal pianoforte del cinema muto alle colonne sonore che tanto informano ogni film

Il libro si legge di getto e i capitoli scandiscono un ritmo che ci trasporta dalla musica alla scienza che le gira attorno.

C’è veramente tanta scienza, soprattutto di quella del Ventesimo secolo.

E quasi non ci accorgiamo di una certa ambiguità tra scienza e musica.

Al di là del titolo, chi è la protagonista?

lunedì 5 febbraio 2007

Domande scientifiche nelle strade d’Europa

L’European Physical Society è l’associazione dei fisici europei. Da sempre, spende energie per trovare nuovi canali di comunicazione tra la fisica e i decisori politici e più in generale per dialogare con l’opinione pubblica.

Il dialogo tra i suoi membri e di questi con altri attori sociali è uno dei suoi tratti. Così, assieme allo Science Centre Hisa Eksperimentov in Slovenia, nuovo e scientificamente dinamico membro dell’Unione europea, l’Eps ha lanciato il progetto “Science in Public Areas”.

È una serie di 50 pannelli a tema che vengono esposti in scuole, teatri, parchi tematici, musei, università. Ma anche e soprattutto sugli autobus, nei cinema, nei centri commerciali.

Ogni pannello lancia una domanda e propone una risposta: perché il cielo è blu? Perché si vede l’arcobaleno anche in una chiazza d’olio sull’asfalto? Perché le gocce d’acqua si muovono su una superficie riscaldata?

Il tutto arricchito dai disegni di Nono-K un famoso illustratore marsigliese (uno dei quali è proprio qui sopra).

Semplici domande che possono venire in mente a tutti e che diventano strumento di divulgazione e di dialogo, proprio facendo leva sulla curiosità.

Esattamente come fa da anni sul web il portale Ulisse con “Chiedi a Ulisse” e con l’efficacia che abbiamo studiato con Ilenia Picardi e Paola Rodari.

Il materiale di “Science in Public Areas” può essere riprodotto a fini educativi e no-profit, ovviamente con tutti i crediti del caso.

lunedì 22 gennaio 2007

Il clima in versi


Quelli di Caterpillar, a modo loro, sono martellanti sulle questioni ambientali: si occupano di risparmio energetico e di Kyoto con la terza giornata nazionale del risparmio energetico “M’illumino di meno”, il 16 febbraio; ci deliziano con il movimento per la decrescita felice e sanno cogliere al volo gli eventi per restituirceli in riflessioni demenzialmente efficaci.

Poi, in generale, la trasmissione dà spazio alla scienza: dal festival della creatività a Firenze allo sceneggiato (imperdibile!) “Cervelli in fuga”. Insomma, un punto di vista sghembo che però ha il suo seguito.

Ho molto apprezzato “Uomo”, la poesia di Marco Ardemagni. Leggetela anche voi:

Uomo Mi togli ogni energia
prelevi e te ne sbatti
la sprechi e butti via
la sciupi e poi mi imbratti

Dillo che non ti piaccio
che non mi vuoi più bene
mi stai sciogliendo il ghiaccio
prosciughi le mie vene.

Dillo che ti sei rotto
è inutile che neghi
ma come mi hai ridotto
di me tu te ne freghi

Ricordi eravam felici
nel basso mesolitico
fratelli amanti amici
in abito adamitico

Ora consumi e inquini
tagli disboschi e incendi
allaghi, caghi e urini
quello che trovi prendi

Uomo pezzo di cacca
tu col tuo effetto serra
mi tratti da baldracca
ma io son la tua terra

Ok mi son calmata
Ma è inutile parlare
hai fatto la vaccata?
mi voglio vendicare

E poiché la vendetta
va consumata al gelo
la mia sarà perfetta
calando giù dal cielo.

È un po' che in giro vado
caro il mio bel gingillo
con un vero tornado
il nome suo è Kirillo

È lui che ieri sera
mentre eri tu a Berlino
alzando una bufera
ti ha arato perbenino.

È stato un po' cattivo
ma tu sei il deficiente
ché senza te io vivo
tu senza me sei niente.

Non male, vero? Alta divulgazione!

A me sembra un bel modo per dilatare l’attenzione dal particolare al generale. Dalla cronaca di Kyrill alle questioni climatiche. Dall'attualità alla riflessione. Che poi quelli di Caterpillar completano con gli interventi degli esperti e col dialogo con i radioascoltatori.

Applausi.

martedì 16 gennaio 2007

Gli studenti premiano i libri di divulgazione

Padova è una delle città di Galileo Galilei, e allo scienziato dedica a partire dal 2007 il “premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica”. L’iniziativa si colloca in una cornice di eventi sotto l’etichetta di “Padova, capitale internazionale della scienza”.

Dal 2005, il Comune, l’Università e l’Osservatorio astronomico promuovono il premio internazionale “Padova città delle Stelle”. Nel 2006, la città ha conferito, in occasione di una lectio magistralis, la cittadinanza onoraria a Stephen Hawking. Per il 2009, Padova sarà uno dei tre poli, assieme a Firenze e a Pisa, delle celebrazioni galileiane per il quarto centenario dell’invenzione del cannocchiale.

E adesso c’è il premio dedicato ai libri. Il vincitore sarà scelto da una giuria scientifica tra la cinquina selezionata dalla giuria popolare formata da studenti delle scuole superiori di tutta Italia.

Galileo Galilei seppe, col Sidereus Nuncius, capire l’importanza del libro stampato come strumento di diffusione della scienza. Ne produsse a proprie spese la prima edizione che distribuì tra gli studiosi dell’epoca, dando impulso fattivo alle proprie idee.

Oggi il libro ha funzioni diverse da quelle innovative che gli riconosceva Galileo, ma proprio per questo è altrettanto importante che un premio “Galileo” riconosca ai giovani il ruolo di giudici in una competizione che si colloca tra letteratura e divulgazione.

Il modo di riflettere e di ragionare che i giovani apprezzano deve essere capito, valorizzato e premiato. Perché è dalle convinzioni, dalle idee, dagli atteggiamenti dei giovani che ha origine l’immagine che avremo domani della scienza.