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martedì 28 agosto 2007

Tinsuac: l'eco di un calendario

Non è uno dei soliti post, questo. Piuttosto è l'eco di un calendario di un libro, degli eventi che gli stanno attorno. Il libro è Tutti i numeri sono uguali a cinque: Tinsuac per gli amici. L'abbiamo curato assieme a Stefano Sandrelli e Robert Ghattas.

I racconti sono di: Marco Abate, Angelo Adamo, Piero Bianucci, Luciano Celi, Giangiacomo Gandolfi, Robert Ghattas, Daniele Gouthier, Elena Ioli, Giuseppe O. Longo, Paolo Magionami, Francesca E. Magni, Vittorio Marchis, Jennifer Palumbo, Guido Pegna, Tullio Regge, Giovanni Sabato, Stefano Sandrelli, Francesco Maria Scarpa, Luca Sciortino, Andrea Sgarro, Renzo Tomatis.

Se vi collegate qui, potete vedere aggiornato (si spera!) il calendario di Tinsuac-il libro.

domenica 15 luglio 2007

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Massimo Carlotto è uno che capisce l’Italia. L’Italia di oggi ma soprattutto, forse, l’Italia che sta per arrivare, quella di domani, dopodomani al massimo. Studia, e si vede!, l’ambiente, i dettagli e le particolarità di ogni suo libro.

Quello che è uscito quest’anno (Mi fido di te, Einaudi), l’ha scritto assieme a Francesco Abate. E i due devono aver messo le mani ben a fondo nel marcio delle nostre mense.

Della storia ovviamente taccio. Del contesto, basti sapere che la sofisticazione alimentare – quella dei nostri alimenti di tutti i giorni – è l’attività del protagonista che si cela dietro un raffinato ristorante da gourmet.

Mi fido di te vale più di tanti saggi sulla comunicazione del rischio. È pura scienza applicata alla pancia. E di pancia sono tutte le paure sui cibi “cattivi” che Abate&Carlotto ci mettono in circolo.

I noir di Carlotto normalmente li divoro, questo va riassaggiato per assaporarne il retrogusto, per abbandonare la banalità della vicenda del simpatico Gigi Vianello e godersi sino in fondo il mondo della vendita di alimenti, più o meno all’ingrosso, più o meno adulterati, più o meno controllati, che noi tutti mangiamo.

Scienza-tecnica-tecnologie alimentari-cibo-pancia-io è una di quelle catene che consapevolmente o meno abbiamo tutti in testa. E in genere dove c’è scienza c’è sospetto. Ad esempio, vale la proporzione bio:buono=ogm:cattivo.

Abate&Carlotto scardinano questa proporzione e spargono il sospetto su tutte le nostre tavole. Il veleno non serve che lo spargano, quello c’è già e ce lo mettono quelli che ci vendono il cibo.

Conclusione: se siamo ciò che mangiamo, dopo aver letto (e soprattutto riletto) Mi fido di te, sappiamo di essere delle merdacce.

domenica 1 luglio 2007

Log book a Cuneo

Un po’ di autoreferenzialità a volte non guasta soprattutto se è di striscio come questa: durante la rassegna zooart mercoledì 5 luglio alle 21.30 ai Giardini Fresia in Corso Giovanni XXIII a Cuneo ci sarà la performance “r-esistenza donna”, mezzo reading messo teatro-danza, il tutto attraverso una macchina: la locomotiva.

La performance è di Giuliana Garavini. I testi sono di Luciano Celi. Lei li ha stralciati dal racconto di lui “Log book”. E lui ha scritto il racconto per “Tutti i numeri sono uguali a cinque”, non il blog, la raccolta che curo assieme a Stefano Sandrelli e a Robert Ghattas e che esce in settembre, come si dice, per i tipi di Springer.

Luciano, come Guccini del resto, sente la macchina “pulsare come cosa viva” e vede la massa farsi carne, sudore, passione, vita e, ahimè, anche morte. Nello spirito della raccolta, come leggerà chi la leggerà: ventuno storie, ventuno autori, ventun frammenti di vita camminando di fianco alla scienza, nel modo più libero e sfacciato che si possa immaginare. Abbandonandosi alle digressioni, alle emozioni, alle intuizioni del cuore, alle immagini, alle sensazioni che affiancano la pratica quotidiana delle scienza, ma che della scienza codificata non fanno parte.

In alcuni racconti la scienza è metodo, strumento, modo di mettersi in relazione con cose e persone; in altri diventa idee, pensieri, comportamenti, atteggiamenti. Ogni racconto possiede una voce che emerge dal profondo della cultura scientifica dell'autore, ma anche dai suoi pregiudizi, dal suo modo di essere persona, dalla sua visione della società, del mondo.

In tutti i racconti, la scienza è presente, così come ci sono le cose della vita, l'amore e la morte, la gioia e il dolore, gli amici e la contrarietà, le passioni e gli odi, il lavoro e la società. Tra questi capisaldi della nostra vita potrebbe mancare la scienza? Secondo noi no.

Ora, due mesi prima che il libro sia sugli scaffali, Luciano Celi e Giuliana Garavini ci offrono un’anteprima: se la performance ha lo stesso pathos del racconto, e non ne dubito!, la serata è di quelle da non perdersi.

mercoledì 27 giugno 2007

Un test con la scienza

Andrea Frova con la scienza ci sa fare. Sorvoliamo sul fatto che è ordinario di fisica. Rimane comunque che scrive per Newton e Sapere e che negli ultimi venticinque anni ha all’attivo i suoi bravi testi divulgativi. Ne cito due a gusto personale: Parola di Galileo (BUR, 1998) e La fisica sotto il naso (BUR, 2001).

A marzo è uscito “Il test di coscienza e altri racconti quasi catastrofici”, la sua seconda opera letteraria, questa volta per i tipi de Il Filo.

C’è molta scienza nelle sue pagine, molta modernità – il rapporto uomo macchina ad esempio, sin da quella piccola macula sulla retina che apre il primo degli otto racconti. Ma efficacissima è la resa della difficoltà della ricerca in Italia oggi: gli interessi economici, la burocrazia, una società, la nostra, che sembra non saper più cosa farsene della scienza e delle innovazioni che ne derivano.

Consiglierei all’autore di mandare copia del libro a un po’ di parlamentari, ministri e sottosegretari. Forse può arrivare là dove non riescono molti rapporti e inchieste sullo stato della ricerca in Italia. Ed è sicuramente di gran lunga più godibile alla lettura.

Sono esperimenti questi che ci piace seguire e che intrecciano letteratura e scienza.

Intanto, consiglio di leggerlo, “Il test di coscienza”.

giovedì 21 giugno 2007

Tutti i numeri sono uguali a cinque

A cominciare siamo in tre, stefanosandrelli, robertghattas e danielegouthier.

(Letto col ritmo giusto fa rima).

Quello che facciamo è un altro blog.

Dietro questo blog ci sono alcune persone che amano la scienza quanto scrivere. E per questo fanno tutti e due.

Il nostro intento è scrivere storie, incontrare autori, raccogliere frammenti di vita camminando di fianco alla scienza, nel modo più libero e sfacciato che si possa immaginare. Abbandonandoci alle digressioni, alle emozioni, alle intuizioni del cuore, alle immagini, alle sensazioni che affiancano la pratica quotidiana delle scienza, ma che dalla scienza codificata non fanno parte.

Qualche volta la scienza è metodo, strumento, modo di mettersi in relazione con cose e persone; qualche altra diventa idee, pensieri, comportamenti, atteggiamenti. Ci piacciono quei racconti che possiedono una voce che emerge dal profondo della cultura scientifica dell’autore, ma anche dai suoi pregiudizi, dal suo modo di essere persona, dalla sua visione della società, del mondo.

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Non lo nascondiamo – e come potremmo? - il blog è fratello di un libro che uscirà a settembre e che s’intitola proprio così: “Tutti i numeri sono uguali a cinque”.

Speriamo di continuare, di avere persone che vogliano dialogare, confrontarsi, sperimentare con noi la scrittura intorno alla scienza. Ma che sia una scrittura prima di tutto narrativa e che la scienza c’entri in quanto cosa di questo mondo. Come l’amore e la guerra, gli amici e i sorrisi, le sofferenze e le passioni.

Tutte robe di donne e di uomini, al pari della scienza del resto.