
Comprare un libro non è la stessa cosa che leggerlo. Bum.
Sembra banale ma è una verità che non va dimenticata, soprattutto quando si parla di libri attorno alla scienza. Siano di divulgazione o piuttosto saggi di approfondimento, di storia o piuttosto romanzi. Ce n’è per tutti.
Jcom è una rivista che trovo interessante, se non altro perché sono uno dei suoi redattori. Ma da un punto di vista leggermente più generale la trovo interessante perché è uno dei pochi luoghi periodici e duraturi nei quali si riflette sulla comunicazione della scienza. E il bello è che Jcom spazia dai musei alla storia, dalla linguistica alla televisione e così via. Ma torniamo al punto.
In questo numero, l’attenzione è centrata sul libro scientifico. Ne parlano in tre, uno scrittore di scienza inglese, Jon Turney, uno studioso americano, Bruce Lewenstein, un editore italiano, Vittorio Bo.
I libri di scienza sono sempre meno per specialisti – questi trovano nel web gli strumenti e i luoghi più adatti alla ricerca: agili, dinamici, veloci e oramai con gli stessi livelli di garanzia e di rigore degli equivalenti su carta.
Ogni tanto, capita che un libro di scienza “buchi il video” o meglio scali le classifiche. Nei decenni scorsi è capitato a “Dal Big Bang ai buchi neri” (Hawking) e a “Le menzogne di Ulisse” (Odifreddi), per citarne solo due. Ebbene in questi casi, i libri vengono per lo più comprati: si è infatti creata un’imprevedibile amalgama d’eventi che fa di quel libro un caso e comprarlo un must.
Ma poi, oggi, ci sono tutti gli altri libri che parlano di scienza e che, come sappiamo, non sono pochi. Questi vivono una vita più normale, lontano dalle vette e dall’oblio e, ci dicono i tre esperti, diventano uno strumento di approfondimento soprattutto per altri scienziati. C’è infatti un pubblico sempre più ampio di persone di scienza che vogliono leggere risultati, pensieri, vicende di altri settori scientifici (un fisico interessato alla biologia, per esempio) e che non possono rivolgersi alla letteratura specialistica, ai testi rigorosi e quindi leggono libri di divulgazione. Ecco allora che questi diventano letture che accomunano persone di formazioni culturali e settori scientifici contigui ma diversi e quindi finiscono per contribuire a una cultura scientifica che lentamente si diffonde.
PS a scanso d’equivoci e per chi è interessato: Jcom è una rivista totalmente open e gratuita.