venerdì 25 gennaio 2008

Le Nazioni Unite e il popolo dei Wikipediani

L’Università delle Nazioni Unite vuole vederci più chiaro. E così assieme alla Wikimedia Foundation nei prossimi mesi studierà i comportamenti e i profili degli utenti di Wikipedia.

Wikipedia è oggi il nono sito più visitato al mondo e forse uno degli attori più forti per quanto riguarda la diffusione della conoscenza. Però, come tutti sul web, ha difficoltà a capire chi sono i suoi lettori, in più, chi sono gli autori dei suoi testi.

Per Wikipedia lo studio realizzato assieme a UNU-MERIT dell’Università di Maastricht è importante per mettere in campo strategie volte a persuadere nuove persone a produrre, correggere e migliorare i contenuti pubblicati.

Per le Nazioni Unite lo studio serve in due direzioni. Da un lato, capire le dinamiche del progetto collaborativo più grande e di maggior successo al mondo. E chissà che non ne esca un modello utilizzabile anche in settori del tutto diversi.

Dall’altro per rafforzare una risorsa gratuita ed essenziale che può dare accesso all’informazione a paesi nei quali non si può ragionare seriamente con modelli che prevedono di commercializzare le risorse intellettuali.

Insomma, Wikipedia, che tutti noi vediamo come l’enciclopedia del futuro, può diventare contemporaneamente un modello per lavorare assieme in modo cooperativo e una fonte di informazione e conoscenza per chi non se le può comprare.

martedì 15 gennaio 2008

La sapienza di Benedetto XVI

Nulla più che un'opinione personale sull'inaugurazione dell'anno accademico all'università La Sapienza.
Il fatto: l'università invita il papa a prendervi parte.
La conseguenza (imprevista? imprevedibile?): una parte significativa del mondo scientifico insorge in nome delle posizioni della Chiesa in tema di scienza.

La Sapienza è la principale università di questo paese e in quanto tale è il maggior centro di alta formazione e di ricerca (sulla qualità dell'una e dell'altra si può ragionare ma altrove). Questo ruolo non è proprietà dei suoi organismi nè dei suoi professori e neppure del suo rettore. Si tratta di una risorsa pubblica di tutti noi.

Alla Sapienza si fa conoscenza e i professori e gli istituti autorevoli sono autorità in materia di conoscenza.

Il papa, a sua volta, è un'autorità in materia di fede, per chi crede e in particolare per chi crede da cristiano e ancora meglio per chi da cristiano si professa cattolico. Naturalmente, quando parla il papa, e con lui la Chiesa tutta, può anche parlare in termini di conoscenza ma il suo magistero è inerente la fede. Sulla conoscenza, non credo che abbia un'autorità da spendere - fatta salva quella millenaria fondata sull'esperienza come istituzione che ha prodotto conoscenza, ma si tratta di un accidente storico, non di una caratteristica costitutiva e intrinseca della Chiesa. E non credo che Benedetto XVI voglia farsi voce di quest'esperienza ma piuttosto delle diffusione e del consolidamento della fede.

Con queste premesse, la mia opinione è che, a fronte di un invito che La Sapienza ha rivolto a Benedetto XVI, sarebbe scorretto e scortese non accoglierlo all'inaugurazione.
D'altra parte però, l'inaugurazione di un anno accademico è il momento più solenne di riconoscimento dell'autorità in materia di conoscenza da parte di un'università, nello specifico della maggiore università italiana.
Pertanto, sarebbe bizzarro e poco opportuno che una figura - per alcuni autorevolissima in materia di fede, ma per la nostra collettività non autorevole in materia di conoscenza - parlasse in questa sede.
Ritengo invece significativo che il papa ascolti ciò che le autorità della conoscenza hanno da dire.

E quindi sono dell'opinione che il papa vada, che sia ben accolto, ma che taccia e ascolti ciò che le autorità della conoscenza hanno da dire. Anche alla fede.

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PS: una nota di democrazia sulla libertà di parola. Mi sembra incredibile che ci sia chi dice "assurdo contestarlo". Chiunque contesta chi vuole, basta non ledere i diritti della persona contestata nè di alcun altro. La libertà di parola e di opinione garantiscono la possibilità stessa della contestazione. E senza queste libertà nè la scienza nè la fede hanno alcuna speranza di prosperare.

PPS: tutto questo bailamme oscura il fatto che il tema dell'inaugurazione è "Pena senza morte".

mercoledì 9 gennaio 2008

Oltre l'impact factor

Il sostanziale monopolio dell’Isi Thomson sulla misurazione delle pubblicazioni scientifiche è uno di quegli assiomi paradossali che non si sa perché ma rimangono quasi sempre indiscussi. Rarissimi sono i tentativi di proporre alternative all’impact factor volte a misurare la qualità di una rivista; oppure, attraverso le pubblicazioni, quelle di un ricercatore, di un’istituzione, di un paese.

All’Università di Granada, Félix de Moya Anegón coordina il SCImago Group che assieme ad Elsevier ha sviluppato un SCImago Journal & Country Rank (SJR). È un tentativo di proporre prodotti alternativi a quelli della Thomson che siano open access.

Il ranking di SCImago permette di descrivere la situazione dei paesi e delle riviste e può essere filtrato limitandolo a aree scientifiche, categorie tematiche, anni e così via. E tiene conto di molti indicatori - SJR, le citazioni, l’h-indice – con un algoritmo alla “page rank” che considera il peso delle citazioni sulla base del peso della pubblicazione che le cita.

Insomma, un’offerta più ricca e articolata che non schiaccia la misura di una rivista su un unico parametro e che soprattutto è totalmente trasparente nell’uso degli algoritmi e dei metodi di calcolo.

Speriamo che la comunità scientifica se ne accorga.

domenica 6 gennaio 2008

Viaggio nella complessità

È prima di tutto un viaggio, come dice il titolo, ma è un viaggio nel tempo. Si parte con Dante e col “mezzo del cammin di nostra vita”, si toccano Borges, Calvino e la sapienza cinese.

De Toni e Comello vedono la complessità (che non è complicatezza) come una sfida intellettuale che interroga l’uomo da secoli. È la sfida di comprendere le cose nel loro complesso, di avere uno sguardo sintetico che coglie la globalità.

Dicevamo di Dante. Il Sommo ha messo al centro della sua Comedia la vita ed è proprio l’essere nel mezzo della vita che gli fa sperimentare e capire ciò che sperimenta e capisce. Allo stesso modo gli autori pongono l’accento sugli aspetti vitali degli organismi in contrapposizione al’analisi del funzionamento dei meccanismi: questi sì complicati.

Si impara molto dal Viaggio nella complessità (Marsilio 2007). Ed è un apprendimento per l’appunto complesso: il libro stesso pur nella sua mole ridotta è una metafora della complessità. Si cogli solo nella sua interezza e sembra che sia più auto-organizzato che organizzato dagli autori.

Vantaggi: è di piacevole lettura; in 100 pagine si coglie quello che c’è da cogliere con mirabile sintesi e senza lesinare citazioni e riferimenti “alti”; rimangono nella mente immagini e schemi efficaci tanto quanto le parole scritto (sono di Alberto Pratelli).

14 euro non sono pochi, ma sono certamente ben spesi.