
Nulla più che un'opinione personale sull'inaugurazione dell'anno accademico all'università La Sapienza.
Il fatto: l'università invita il papa a prendervi parte.
La conseguenza (imprevista? imprevedibile?): una parte significativa del mondo scientifico insorge in nome delle posizioni della Chiesa in tema di scienza.
La Sapienza è la principale università di questo paese e in quanto tale è il maggior centro di alta formazione e di ricerca (sulla qualità dell'una e dell'altra si può ragionare ma altrove). Questo ruolo non è proprietà dei suoi organismi nè dei suoi professori e neppure del suo rettore. Si tratta di una risorsa pubblica di tutti noi.
Alla Sapienza si fa conoscenza e i professori e gli istituti autorevoli sono autorità in materia di conoscenza.
Il papa, a sua volta, è un'autorità in materia di fede, per chi crede e in particolare per chi crede da cristiano e ancora meglio per chi da cristiano si professa cattolico. Naturalmente, quando parla il papa, e con lui la Chiesa tutta, può anche parlare in termini di conoscenza ma il suo magistero è inerente la fede. Sulla conoscenza, non credo che abbia un'autorità da spendere - fatta salva quella millenaria fondata sull'esperienza come istituzione che ha prodotto conoscenza, ma si tratta di un accidente storico, non di una caratteristica costitutiva e intrinseca della Chiesa. E non credo che Benedetto XVI voglia farsi voce di quest'esperienza ma piuttosto delle diffusione e del consolidamento della fede.
Con queste premesse, la mia opinione è che, a fronte di un invito che La Sapienza ha rivolto a Benedetto XVI, sarebbe scorretto e scortese non accoglierlo all'inaugurazione.
D'altra parte però, l'inaugurazione di un anno accademico è il momento più solenne di riconoscimento dell'autorità in materia di conoscenza da parte di un'università, nello specifico della maggiore università italiana.
Pertanto, sarebbe bizzarro e poco opportuno che una figura - per alcuni autorevolissima in materia di fede, ma per la nostra collettività non autorevole in materia di conoscenza - parlasse in questa sede.
Ritengo invece significativo che il papa ascolti ciò che le autorità della conoscenza hanno da dire.
E quindi sono dell'opinione che il papa vada, che sia ben accolto, ma che taccia e ascolti ciò che le autorità della conoscenza hanno da dire. Anche alla fede.
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PS: una nota di democrazia sulla libertà di parola. Mi sembra incredibile che ci sia chi dice "assurdo contestarlo". Chiunque contesta chi vuole, basta non ledere i diritti della persona contestata nè di alcun altro. La libertà di parola e di opinione garantiscono la possibilità stessa della contestazione. E senza queste libertà nè la scienza nè la fede hanno alcuna speranza di prosperare.
PPS: tutto questo bailamme oscura il fatto che il tema dell'inaugurazione è "Pena senza morte".