martedì 26 febbraio 2008

Estate + fisica = Canada

Vacanze estive con la fisica, in Ontario, Canada con workshop per student di 16 e 17 anni ma anche per insegnanti. È questa l’offerta del Perimeter Institute (Pi per gli amici, vale a dire pi greco), un centro di ricerca no profit che ha un occhio di riguardo per la formazione e l’educazione.

Si lavora con la fisica vera, dagli atomi ai buchi neri, dallo spazio tempo all’universo in espansione.

Ci sono gli eventi sociali, lo sport ma soprattutto la permanenza in veri laboratori di ricerca.

Sono le solite vacanze all’estero, però declinate in salsa scientifica.

Un’occasione di crescita, per gli studenti, e di aggiornamento, per gli insegnanti.

Deadline studenti: 15 marzo.

Deadline insegnanti: 15 aprile.

Tutte le informazioni: qui.

giovedì 14 febbraio 2008

Climate Change Comedy Show

Se il 10 marzo passate per Southampton e avete 15 sterline da spendere, io proverei a passare una serata al Nuffield Theatre della locale università.

Andrà in scena il “The Lighter Side to Science and Climate Change Comedy Show” dell’attore, scrittore, ppresentatore ma soprattutto comico Marcus Brigstocke.

L’idea che si possa mettere in commedia il cambiamento climatico col dichiarato intento di far scompisciare dalle risate il pubblico mi sembra grandiosa.

Non si tratta di insegnare che cosa sia il cambiamento climatico e neppure di spiegarlo a quegli zucconi del pubblico ma piuttosto di farglielo entrare sotto la pelle, di farglielo assimilare. Perché l’importante non è sapere le cose l’importante è farle proprie. E saperle gestire anche in condizioni d’ignoranza.

Non poteva che venire dall’Inghilterra, forse, la proposta di immergersi nelle questioni climatiche con una risata e con “spudorata intelligenza”.

Sipario.

sabato 9 febbraio 2008

Ebrei, professori e Israele

Son tempi cupi di cambiamento e di reazione. Quindi tornano i fantasmi, com'è naturale che sia. Ed ecco la black list di 162 professori ebrei che fanno lobby a favore dei sionisti.
Reazioni? La comunità ebraica e la procura.
Non mi sembra sufficiente: una lista del genere non è questione di codice penale (ovviamente se ci sono aspetti penali, che tutte le procure del caso intervengano: ovviamente!) ma di convivenza civile. Non è neanche questione di ebrei con annessi meccanismi della memoria e incubi dell'olocausto. Si tratta semplicemente del fatto che le black list - di ebrei, omosessuali, negri, comunisti, fascisti, mussulmani, zingari, rumeni, nudisti o quant'altro - non si fanno. È contro l'idea stessa di mettere al bando una parte della società che serve una nostra reazione. E che sia una reazione di tutti, non solo di chi deve far rispettare la legge, o di chi ha provato sulla propria pelle le persecuzioni.
A me dispiace che nell'affaticata e sonnacchiosa università italiana non ci sia stato un affannarsi di professori e intellettuali a chiedere di essere segnati nella lista; o a esprimere altra concreta solidarietà a chi nella lista ci è stato messo a forza.
A scanso di equivoci, chiedo di essere inserito anch'io nella lista - perché tutti i democratici dovrebbero sentire l'esigenza di stare assieme a quei 162.

S'ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo.

E così, manzonianamente, a Torino Rifondazione Comunista (con il dissenso di Fausto Bertinotti, va detto) lancia un boicottaggio del salone del libro perché Israele è quest'anno il paese ospite. A fianco dei boicottanti sta anche il professor Gianni Vattimo.
Con un eufemismo, non ho simpatie per la politica estera (leggasi questione palestinese. Leggasi in sostanza: massacro di civili e bambini) dei governi dello Stato d'Israele. Ma:
  1. dissento dall'identificare un paese con il suo governo ovvero col suo leader: l'America non è Bush, la Russia non è Putin e l'Italia, quando le capita, non è Berlusconi
  2. in una situazione di conflitto - quale è quella tra Israele e Palestina - dialogare con le parti è necessario e opportuno. L'alternativa è la distruzione
  3. la cultura è un antidoto alla guerra. Parlare, dialogare e confrontarsi con chi fa libri in Israele è un sostegno concreto ed è prendere parte contro la guerra
Quindi quest'anno sarò felice, più del solito, di essere al Salone del libro che avrà come paese ospite Israele.

sabato 2 febbraio 2008

Anfibi.org: scienza, società e comunicazione

Anfibi si nasce e di questi tempi si diventa.

Anfibi.org è lo spazio – nato ieri – per parlare di scienza, società e comunicazione.

Viene dopo un manifesto di cui abbiamo detto qui.

Vuole essere la voce dello stagno, cioè dell’insieme di tutte quelle nuove figure professionali “anfibie”, provenienti dal mondo della comunicazione e della ricerca, che attraverso il loro operato quotidiano, favorendo l’apertura di nuovi canali di dialogo fra scienza e società, sono chiamate a porre le basi di una cittadinanza scientifica su cui possa sorgere una società della conoscenza che noi vogliamo equa, aperta e democratica.

Buona lettura.